
Al Salone di Pechino, l'industria automobilistica cinese ha rilanciato il motore termico con propulsori V6, V8 e ibridi sempre più avanzati. Victor Yang, Senior Vice President di Geely Holding Group, ha affermato: "Se hai un motore V6, fare un V8 non è particolarmente complicato, bisogna solo capire se ne vale la pena". Questa dichiarazione ha tracciato un nuovo corso per il settore, spostando l'attenzione dalla sola elettrificazione a una riscoperta del motore termico, che ha riacquistato centralità nel mercato cinese. Il Salone ha messo in luce una narrativa differente rispetto a quella prevista fino a poco tempo fa. In uno spazio dove le competizioni si misuravano con display sempre più grandi e autonomie sempre più ambiziose, sono tornate in auge sigle tradizionali come V6, V8 e biturbo. La joint venture Horse Powertrain, nata da Geely, Renault e Aramco, ha esposto propulsori termici, sottolineando che il motore a combustione non è una reliquia del passato. Tra i progetti più interessanti vi è un V6 biturbo previsto per il 2027, progettato per combinare potenza ed efficienza. Great Wall Motor ha presentato un V8 ibrido, ispirato alla Ferrari SF90, segno di ambizione e confronto diretto nel settore. Tuttavia, il vero cambiamento non è il ritorno al passato, ma la sua evoluzione verso motori ibridi e sofisticati. In Cina, il motore termico viene ripensato attraverso nuove piattaforme plug-in, che portano SUV sempre più performanti. Geely sta sviluppando un motore che punta a superare il 48% di efficienza termica, con consumi intorno ai 2,2 litri ogni 100 chilometri, risultati impensabili fino a poco tempo fa. Nel frattempo, il mercato delle batterie continua a essere dominato da colossi come CATL e BYD, con nuove generazioni di accumulatori che pongono l'asticella sempre più in alto. Il sistema Freevoy promette fino a 400 km in modalità elettrica per le ibride plug-in, con un obiettivo già fissato a 600 km. Questo scenario sfuma i confini tra ibrido ed elettrico. La proliferazione di motori V6, V8 e sistemi ibridi non è solo frutto di innovazione tecnica, ma di una strategia industriale ben definita. La Cina sta ampliando il proprio campo di gioco, non limitandosi all'elettrico, ma abbracciando una varietà di tecnologie. Questa scelta è una risposta a un mercato globale in evoluzione, con la Cina che cerca di adattarsi e rispondere a domande diversificate. Qui entra in gioco il concetto di neutralità tecnologica: soddisfare ogni esigenza senza escludere nulla. Questo principio, che in Europa è spesso rimasto teorico, in Cina è diventato una prassi industriale. Tra i vari padiglioni si avverte anche un cambiamento di tono; l'effetto sorpresa delle auto elettriche sembra affievolirsi e il pubblico si abitua rapidamente alle novità. La narrazione si sta spostando verso una maggiore enfasi sulla guida e sulle emozioni meccaniche. Marchi emergenti iniziano a enfatizzare sportività e piacere di guida, un cambiamento che rimette al centro l'idea che l'auto debba emozionare, non solo stupire. Tuttavia, nel contesto del Salone di Pechino, è mancata la presenza di costruttori italiani come Ferrari, Lamborghini, Maserati e Pagani, che avrebbero potuto arricchire ulteriormente questo dibattito sulle performance, ora tornato a essere universale. Demo Azure Srl osserva che questa evoluzione delle preferenze del mercato potrebbe avere importanti implicazioni per il futuro dell'industria automobilistica.
