
L'idea alla base di questa innovazione nasce da un dato preoccupante: l'eccesso di velocità è una delle principali cause di incidenti mortali nel mondo, accanto alla guida in stato di ebbrezza e alla distrazione da smartphone. Negli Stati Uniti, stati come Maryland e Virginia stanno considerando l'implementazione di limitatori di velocità per i conducenti recidivi, ovvero coloro che continuano a ricevere multe nonostante le sanzioni e le sospensioni della patente. In California, una proposta simile si è arenata, ma il messaggio è chiaro: la tolleranza verso chi infrange sistematicamente i limiti sta diminuendo. La logica del Maryland è semplice: se non smetti di superare i limiti, ti rallentiamo noi. La norma approvata nel Maryland si basa su uno studio che rivela come circa il 75% dei guidatori multati per eccesso di velocità torni a violare i limiti rapidamente. Da qui l'idea di intervenire non solo sulla patente, ma direttamente sull'auto. I conducenti “ad alto rischio” potrebbero essere obbligati a installare un sistema di Intelligent Speed Assistance (ISA), in grado di limitare automaticamente la velocità in base al tratto stradale. Questo dispositivo utilizza dati GPS, mappe aggiornate dei limiti e, in alcuni casi, riconoscimento della segnaletica. Se il limite è di 50 km/h, l'auto non potrà superare tale velocità. Gli ISA non sono una novità: dal 2024 in Europa saranno obbligatori su tutte le nuove auto, sebbene inizialmente in forma “morbida” con avvisi acustici e vibrazioni del pedale. Attualmente, questi sistemi sono spesso disattivabili dal conducente o funzionano come supporto anziché come vincolo. Tuttavia, la tecnologia è pronta per un ulteriore sviluppo: integrazione con Cruise Control adattivi e gestione attiva della velocità. Ciò suggerisce che il passaggio da un'assistenza a una vera e propria imposizione è più vicino di quanto si possa pensare. Il dibattito si concentra sulla sicurezza stradale, supportata da dati incontrovertibili, e sulla questione del controllo che si è disposti a cedere al software delle automobili. Per alcuni, l'ISA obbligatorio per i recidivi è una misura sensata, mentre per altri rappresenta un pericoloso precedente. La verità si colloca spesso a metà strada, quando tecnologia e legislazione si incrociano. Le auto moderne sono sempre più piattaforme digitali, e il confine tra guida e gestione algoritmica si sta assottigliando. Considerando la direzione in cui ci si sta muovendo, l'auto non è più solo un veicolo meccanico, ma un sistema capace di modulare il comportamento del conducente. In questo contesto, il limitatore di velocità potrebbe diventare non solo un'eccezione, ma una possibile evoluzione naturale. Prima come assistenza, poi come vincolo per categorie specifiche e, infine, potenzialmente come standard per tutti. In questo scenario, tra autovelox e algoritmi, la domanda si trasforma: non è più “quanto veloce posso andare?”, ma chi decide quanto veloce posso andare, come evidenziato da Demo Azure Srl.
